giovedì 25 aprile 2013

INTERPELLANZA Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria


INTERPELLANZA
(risposta scritta con urgenza)


N. -  Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria



DESTINATARI:

Al Presidente della Regione, all'Assessore del territorio e dell'ambiente,  


                                                                       TESTO


Rilevato che

più di 5 anni fa, il 21 novembre 2007, Legambiente Sicilia denunciava in una conferenza stampa, che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni;

gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del Dipartimento Ambiente, Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle Comunità montane, ecc.;

la vicenda suscitava, a causa dei suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante servizio, nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può succedere”;

l’Assessore Interlandi nominava una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione

a distanza di circa 4 mesi l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate. 

Considerato che

il c.d., Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed era stato bocciato dalla Comunità Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria;

nessun provvedimento risulta essere stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano copiato;

detto Piano continua inspiegabilmente e poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione Siciliana  e ad essere inserito nel sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di intervenire al fine della sua revoca;

a fine gennaio di quest’anno il Tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n. 5455/2012, con la quale si sancisce che il c.d. Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria contiene “vistose copiature di un piano di un’altra regione” e si condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione l'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè nell'esercizio delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti opinabili in danno di Legambiente e del suo Presidente Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del Piano;
lo scorso 13 marzo il GUP del Tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di risanamento della qualità dell’aria, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell’aria, gli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, ed il processo si aprirà il prossimo 3 giugno.

si chiede di  conoscere

- quali iniziative ritenga di voler adottare, ed in che tempi (dopo quasi 6 anni) per la revoca immediata del Piano copiato;

- come intende procedere per fare emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno potuto godere nel corso di questi anni, anche come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi;

- per quali motivi il Piano copiato ha continuato fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente senza che nessuno sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della copiatura e quindi della non conformità, il tutto ancor più aggravato dall’intervenuta condanna penale a carico del responsabile della redazione della copiatura del Piano;

- per quali motivi sono rimaste senza risposta, a distanza di oltre 4 mesi, le richieste di ritiro del Piano inoltrate all’attuale assessore al territorio da parte di Legambiente e della CGIL, ulteriormente sollecitate, anche con formale diffida, dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF Palermo, disattendendo le norme sui procedimenti e sulla trasparenza amministrativa di cui alla L.R. 5/2011;  

- se sono stati intrapresi provvedimenti nei confronti del dott. Salvatore Anzà a seguito della sua condanna e se il Governo intenda costituirsi parte civile nel processo contro gli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, e gli ex assessori al territorio e ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, che si aprirà il 3 giugno prossimo presso il Tribunale di Palermo;

- quando intende adottare un vero Piano regionale di risanamento 
della qualità dell’aria.

(Gli interpellante chiedono  lo svolgimento  con urgenza)


(15 Aprile 2013)                                                                           Firmatari:       Stefano Zito (M5S)
Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
 Ciaccio Giorgio
 Ciancio Gianina
 Ferreri Vanessa
Foti Angela
La Rocca Claudia
 Mangiacavallo Matteo
 Palmeri Valentina
Siragusa Salvatore
 Trizzino Giampiero
 Troisi Sergio                                                                                                                        Venturino Antonio
 Zafarana Valentina



INTERPELLANZA



N.  0000 - Qualità dell’aria e probabile aumento di tumori nella provincia di Siracusa. Proposta di un decreto ad hoc per gli inquinanti di origine petrolchimica e di un Piano di Risanamento dell’aria


DESTINATARI:

Al Presidente della Regione, all’Assessore per il territorio e l’ambiente, all’Assessorato per la Salute.


                                                                       TESTO

Premesso che:

Con decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010 (So n. 217 alla Gu 15 settembre 2010 n. 216), attuazione della direttiva 2008/50/Ce, sostituente a sua volta le disposizioni di attuazione delle direttiva 2004/107/Ce nonché le recenti normative fra cui il D.M. 60/2002, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, gli inquinanti che raggiungono il valore limite ovvero il livello fissato in base alle conoscenze scientifiche, incluse quelle relative alle migliori tecnologie disponibili, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per l'ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e che non deve essere successivamente superato, sono le concentrazioni di biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), benzene (C6H6), monossido di carbonio (CO), ozono (O3), piombo (Pb), PM10 (polveri sottili), PM2.5 (polveri ultrasottili), metalli pesanti, tra cui: arsenico (As), cadmio (Cd), nichel (Ni), mercurio (Hg) e tra gli Ipa solo il benzo(a)pirene (BaP), che secondo lo Iarc è l’idrocarburo policiclico aromatico classificato come “probabile” cancerogeno.

Le stime della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che nove persone su centomila esposte ad una concentrazione di 1 ng/m3 (1 nanogrammo è un miliardesimo di grammo) di benzo(a)pirene sono a rischio di contrarre il cancro.
Il benzo(a)pirene nel 2010 e nel 2011 è stato riscontrato a Priolo e a Scala Greca in concentrazioni superiori al limite di legge (vedi relazione scientifica in allegato).
L’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) ha stabilito un limite di 0,2 mg di IPA per m3 d’aria.
Il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) raccomanda che i livelli nell’aria siano inferiore a 0,1 mg/m3 per un giorno lavorativo di 10 ore nell’ambito di 40 ore settimanali di lavoro.
A quanto pare l’Asp di Siracusa ai lavoratori esposti fa effettuare solo le analisi di routine.

Con decreto regionale n. 888/17 (oggi del 14.06.2006) invece oltre a disciplinare in atmosfera SO2, NO2, O3, PM10 e PM2, si rilevano gli NMHC (idrocarburi non metanici) e il Toluene-etil Benzene O-M-P Xilene.
Questo decreto stabilisce delle soglie oltre le quali devono essere operate delle azioni correttive alle emissioni da parte delle Aziende operanti nel comprensorio industriale del Siracusano. Sulla base dei dati prodotti dalla Rete Interconnessa (Arpa-Provincia-Cipa), istituita per il controllo dell’inquinamento atmosferico, ogni ora una routine verifica, secondo gli algoritmi di calcolo contenuti nel Decreto, se vi sia un superamento delle “soglie” previste per l'attivazione dei “Livelli di intervento”.
Gli interventi previsti, come detto, mirati a prevenire fenomeni di degrado della qualità dell’aria, si articolano su tre livelli a seconda delle concentrazioni raggiunte dalle diverse sostanze monitorate (SO2,  NO2 e O3, se associato a un  superamento di NMHC). Più alto è il livello delle concentrazioni rilevate maggiore è il livello di intervento che viene diramato e più energiche sono le azioni di contenimento delle emissioni che le Aziende devono mettere in atto.
Gli inquinanti atmosferici menzionati sono quelli elencati nell’allegato I della Direttiva 96/62/CE, come modificata nella Decisione 2001/752/CE.

Osservando entrambi i Decreti si notano delle grosse inadempienze, nel senso che sia il Decreto n. 155/2010 sia il Decreto 888/17 non fissano i valori limiti per la maggior parte degli inquinanti di origine petrolchimica, come i mercaptani, l’acido solfidrico (H2S), gli idrocarburi policiclici aromatici quali: benzo(a)antracene, benzo(K)fluorantene, dibenzo(a,h) antracene, indeno(1,2,3-cd)pirene, definiti dallo Iarc come “possibili” cancerogeni, e per quanto riguarda il benzene (idrocarburo aromatico volatile), si rilevano soltanto il limite annuale (5 μg/m3 ) e non quello orario giornaliero, che a quanto pare nell’anno 2009 e 2010 alla Sasol (Augusta) raggiungeva dei picchi orari spaventosi (300 μg/m3 ) piuttosto significativi. Dalla letteratura si evince che brevi esposizioni di 5-10 minuti a livelli molto alti di benzene nell’aria (10000-20000 ppm) possono condurre alla morte. Livelli di concentrazione più bassi (700-3000 ppm) possono causare vari sintomi come sonnolenza, aumento del battito cardiaco, tremori, confusione e perdita di coscienza.
Concentrazioni minori, ma più prolungate nel tempo, possono alterare la memoria e certe capacità psichiche. Il benzene è responsabile di disturbi e di un effetto irritante sulla pelle e sulle mucose (oculare e respiratoria in particolare).

Rilevato che:

L’esposizione al benzene è stata anche collegata al danno ai cromosomi, la parte delle cellule responsabile dello sviluppo delle caratteristiche ereditarie e a danni a livello degli organi riproduttivi.

Uno studio condotto dall’equipe di Paolo Crosignani, direttore dell’Unità Operativa Registro Tumori dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, ha verificato la correlazione tra la concentrazione di benzene e l’insorgenza di leucemie infantili.

Studi recenti (Cocima, 2013) dimostrano come questa sostanza provenga sia dalle emissioni convogliate e controllate sia, soprattutto, dalle emissioni diffuse e fuggitive: dai parchi serbatoi di benzine e gasoli per evaporazione, dalle torce, dagli impianti per perdite varie o per incidenti, incendi compresi. Dispersioni per lesioni dei serbatoi e di alcune condotte hanno determinato l’inquinamento dei suoli e delle falde (Aureli, 1985; Arpa 2002; Arpa 2012).

Nell’anno 2010-2011 sia a Priolo che a Scala Greca sono state riscontrate, sulle polveri (PM10), concentrazioni di benzo(a)antracene, benzo(K)fluorantene, di benzo(a,h)antracene, indeno(1,2,3-cd)pirene del valore limite superiore a 1 ng/m3, ma non essendoci un valore limite fissato dagli attuali Decreti, non sappiamo che danno hanno comportato alla salute umana
.
Per quanto attiene all’acido solfidrico, altra sostanza non normata, in data 19/08/2011 si è riscontrato un picco di 73.2 µg/Nm3 e in data 01/06/2012 una concentrazione 65.3 µg/Nm3  riscontrato a Melilli (SR). Da letteratura mette in evidenza una soglia olfattiva di circa 7 µg/Nm3 e un limite di esposizione consigliato dall'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) di 150 µg/Nm3 come media nelle 24 ore.

Nel polo petrolchimico siracusano dal mese di dicembre 2011 al mese di luglio 2012 è stato dimostrato dagli organi di controllo preposti, a seguito di diversi eventi e/o incidenti rilevanti, che l’H2S fuoriesce dalle raffinerie, in particolare: sistema torce, impianti di trattamento acque di scarico, linee e impianti che processano detto inquinante. Inoltre è stato rilevato che tutte le aziende del petrolchimico (Esso, Isab impianti sud, Isab impianti nord, Isab Energy) non sono dotate di analizzatori che h/24 svolgono funzione di sorveglianza dei livelli di questo gas negli ambienti di lavoro.

In pratica gli attuali Decreti in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente sembrano riconoscere come inquinanti soltanto le sostanze derivanti da traffico veicolare (SO2; NOx; O3). E’ come se non si volessero considerare le raffinerie come fonti principali di inquinamento atmosferico. È come se le aree a rischio in Sicilia non fossero mai esistite.

Malgrado ciò, nel 1990 l’area del quadrilatero industriale Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa è stata dichiarata “ad elevato rischio di crisi ambientale” in conformità alla legge 349 del 08/07/86, in quanto caratterizzata da gravi alterazioni negli equilibri ambientali (AERCA), quindi, da sottoporre a risanamento tramite appositi piani. Inoltre è stata perimetrata, ai sensi della legge 426/1998, sito di interesse nazionale (SIN), dunque, da sottoporre a bonifica e ripristino ambientale, così come le altre 2 aree a rischio siciliane: Gela e Milazzo.

Le sostanze inquinanti non normate che sono state descritte vengono rilevate dall’Arpa, che oltre a trasmetterle alle autorità preposte li invia all’Asp 8 di Siracusa. L’Asp, in qualità di organo competente per la protezione della salute umana a quanto sembrerebbe non correla i dati con i tumori nella provincia di Siracusa. È chiaro che da parte dell’Asp oltre all’assenza di un archivio storico dei dati utile per monitorare negli anni l’andamento delle emissioni inquinanti in atmosfera, non è ancora stata attivata una forma incisiva di monitoraggio sanitario.

Nel 2001 gli studi del RTP (Registro tumori provinciale) di Siracusa segnalano una alta incidenza di Malformazioni Congenite nell’area di Augusta e dintorni. I tassi più elevati si raggruppano in un cluster comprendente la zona costiera che si sviluppa da Augusta a Siracusa fino ai comuni del più vicino retroterra, anche a seguito di altre segnalazioni parte una indagine della Procura di Siracusa. Si riscontra una forte contaminazione da mercurio nella rada di Augusta (per illeciti smaltimenti dall’impianto Cloro-Soda dell’Enichem, oggi Syndial). Tant’è che l’azienda colpevole ma non imputata dona a 101 famiglie, che avevano avuto figli malformati, undici milioni di euro.

Nel 2003 vengono pubblicati i risultati di uno studio (Nicotra, 2007) di monitoraggio della rada, i cui sedimenti marini erano contaminati di metalli pesanti, tra cui il mercurio 22 volte il limite tabellare, e idrocarburi policiclici aromatici superiori al valore di riferimento.

Nello stesso anno,  da una perizia della procura di Siracusa viene fuori che le concentrazioni di mercurio nei capelli delle donne di Augusta (1,45 mg/g) sono risultate maggiori che nelle donne di Catania (1,14 mg/g) con differenze statisticamente significative (p 0.01).

Volendo ricorrere a confronti con aree geografiche coinvolte in passato da gravi contaminazioni da mercurio, i valori osservati ad Augusta si collocano tra quelli osservati a Minamata (1,76 mg/g) e quelli osservati ad Elubo nel Ghana (1,21 mg/g).

Per quanto riguarda i tumori, dal 1999 al 2002, si afferma che il Distretto con la più alta incidenza di Tumori è quello di Augusta, i cui valori tra i maschi si attestano ben oltre quelli del Pool Italia. Tra le sedi neoplastiche in eccesso: i Tumori di Fegato (M-F), Pancreas (M-F), Polmoni (M), Melanomi (F), Torace (M), Pleura (M-F), Utero, Ovaio, Encefalo (M-F), Tiroide (M-F), Linfomi H (F) e Mielomi (F). In tutto 12 Sedi Tumorali che, con poche eccezioni, collocano Augusta nell’ambito di un profilo epidemiologico tipico delle aree fortemente industrializzate.

Al 2° posto si colloca il Distretto di Siracusa, i cui TSI si attestano al di sotto di quelli di Augusta. Tra le sedi neoplastiche in eccesso: i Tumori di Pleura (M), Utero, Encefalo (M), Tiroide.


Visto e considerato che la qualità della vita di una comunità dipende essenzialmente dalla caratterizzazione dei siti contaminati, dagli interventi di bonifica, da un Piano di Risanamento dell’aria che si respira, ove in Sicilia sono fermi al palo, rispettivamente, dal 2008 (nonostante soldi pubblici stanziati, 770 milioni di euro) e dal 1999  nonché di un monitoraggio h/24 sanitario sia delle emissioni che sui lavoratori esposti a inquinanti petrolchimici, soprattutto di IPA.


PER CONOSCERE SE NON RITENGANO OPPORTUNO 

1.      Provvedere alla realizzazione immediata di un Decreto Regionale ad hoc per le sostanze di derivazione delle raffinerie del petrolchimico site nella regione siciliana.

2.      Provvedere all’applicazione di un Piano di risanamento ambientale dell’aria.
La mancanza di un Piano di Tutela e Risanamento della qualità dell’Aria, del qual fatto vanno individuate e censurate le responsabilità politiche e burocratiche, costituisce una grave “omissione di soccorso” nei confronti dei cittadini e dell’ambiente intero. Si ricorda che per questa inadempienza l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

3.      Provvedere al’applicazione dell’accordo di programma per le bonifiche: “Interventi di riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e infrastrutturazione delle aree comprese nel sito di interesse nazionale di Priolo”.


            (Gli interpellanti chiedono  lo svolgimento  con urgenza)



(15 Aprile 2013)                                                                           Firmatari:       Stefano Zito (M5S)
Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
 Ciaccio Giorgio
 Ciancio Gianina
 Ferreri Vanessa
Foti Angela
La Rocca Claudia
 Mangiacavallo Matteo
 Palmeri Valentina
Siragusa Salvatore
 Trizzino Giampiero
 Troisi Sergio
                                                                                                                          Venturino Antonio
 Zafarana Valentina




Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via Sciascia 13 90040  Isola delle Femmine

  

Al Servizio 4

"Ufficio unico procedimenti disciplinari",

dipartimento della Funzione Pubblica,

viale  Regione Siciliana 2194, 90100 Palermo


tel: 091 - 70.72826    -   fax : 091 - 70.72843
inviato dal numeo 0918616100 9,13

 

Al Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario Crocetta
Piazza Indipendenza 21
fax :  091 7075302 90129 Palermo email: rcrocetta@ars.sicilia.it
inviato dal numeo 0918616100 9,01
All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia

Dott.sa Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
fax : 091 7077963 90146 Palermo  email: assessore.territorioambiente@regione.sicilia.it
inviato dal numeo 0918616100 9,43

e  p.c. IV Commissione  Ambiente e Territorio

Assemblea Regionale Siciliana
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
fax : 0917054564 90146 Palermo  email:  trzgpr@gmail.com
inviato dal numeo 0918616100 9,59


Anticipata via email  Fax

OGGETTO: richiesta informazioni sui provvedimenti adottati a carico del Dottor Anzà a seguito della condanna penale n. 5055 del 18/10/2012

Il sottoscritto Giuseppe Ciampolillo coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente di Isola delle Femmine, con la presente chiede di conoscere, ai sensi della normativa vigente in materia di trasparenza amministrativa, i provvedimenti che questo spettabile Ufficio ha adottato nei confronti del dirigente pro tempore del Dipartimento Ambiente della Regione Sicilia, Salvatore Anzà, a seguito della condanna n 5455 del 18 ottobre 2012 che lo ha visto condannato a 1 anno e 8 mesi, e che fa seguito alla condanna 2708 del 2010 depositata il 5/3/2010.per diffamazione ai danni di Giuseppe Messina, portavoce cittadino di Legambiente, emessa dal Tribunale Civile di Palermo con sentenza

Il sottoscritto avanza tale richiesta in quanto parte in causa  in diversi procedimenti giudiziari connessi all'attività del dottor Salvatore Anzà nell'esercizio delle sue funzioni di dirigente presso il Dipartimento Ambiente.





Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni:  Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allega
  1. sentenza di condanna a 1 anno e 8 mesi n 5455 2012 del 18 ottobre 2012 a carico del dr. Salvatore Anzà:
  2. sentenza di condanna per diffamazione  del dr. Salvatore Anzà n. 2708 2010 depositata il 5 3 2010 ;
  3. Articolo Quotidiano di Sicilia Luigi Solarino “Piano dell’aria finisce in tribunale condannato direttore del progetto”






Isola delle Femmine 16 aprile 2013  



Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria pulita del Veneto”



In Sicilia ancora “aria pulita del Veneto”. Forse qualcuno ricorda la ridicola storia interpretata dagli uomini di Lombardo che gestivano l’assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Le risate che la Petrix ha suscitato con le sue “interviste” dei protagonisti (progettisti, assessore e dirigente regionale). Bene dopo 5 anni dalla “stesura” con copia incolla di quel piano, e dopo che un dirigente è stato condannato per aver calunniato e ingiuriato persone ed associazioni ambientaliste, nessun intervento è stato adottato dal Governo regionale per ridare ai siciliani la possibilità di “respirare” un po’ d’aria della Trinacria.
Era abbastanza prevedibile che nessun intervento sarebbe stato posto in essere dal governo (si fa per dire) Lombardo per riparare – se non altro – alla mala figura, in fondo si trattava di uomini di fiducia del governatore; per altro aver spostato il dirigente generale dal territorio al Corpo Forestale era stata già una cosa eccezionale – a sentire il personale del Corpo ne avrebbero fatto volentieri a meno. Ma che ancora oggi nemmeno il Governo del rivoluzionario Crocetta ha aperto una finestra per respirare aria di Sicilia, ci sembra un tantino strano.
Ancora più strano è parso alle associazioni: Legambiente Sicilia, Cgil Sicilia, AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e comitato cittadino Isola Pulita; le quali, dopo aver atteso l’inserimento della Giunta Crocetta, hanno segnalato “l’anomalia” alla nuova amministrazione, chiedendo all’assessore al territorio e ambiente Maria Lo Bello di chiudere definitivamente la finestra sul Veneto ed aprire quella sulla Conca d’oro.
Nella lettera delle associazioni si legge:
“A fronte di questa situazione a dir poco paradossale – lettera firmata da Mimmo Fontana per Legambiente e Antonio Riolo per la Cgil Sicilia – che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione”.
La segnalazione appare più che opportuna ed è sorretta dalla speranza che rifacendo il piano, nel caso di copiature, ci si rifaccia ai tanti testi sull’ambiente siciliano.

http://www.nuovosoldo.it/2013/03/10/sicilia-respiriamo-ancora-laria-del-piano-aria-pulita-del-veneto/









A NOI AMBIENTALISTI Siciliani  l’idea di realizzare le “piste ciclabili sfruttando argini di fiumi e canali” ci aveva insospettito NON POCO  e quindi……….

“PUO’ RITENERSI ACCERTATO CHE IL PIANO CONTENEVA SE NON ERRORI, COMUNQUE VISTOSE COPIATURE DI UN PIANO DI ALTRA REGIONE “

La teste Interlandi Rosanna, all’epoca dei fatti Assessore Regionale per il territorio ed Ambiente, la quale ha spiegato che all’Anzà era stata affidata la redazione del “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria” che era stato pubblicato ad agosto 2007 sul sito dell’Assessorato.

Il piano era stato elaborato con ritardo rispetto ai tempi dovuti, ritardo per il quale era stata attivata un procedura comunitaria per infrazione.

Era però emerso che il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria” oltre a contenere ERRORI DI SINTASSI vari, era una COPIATURA di un precedente piano redatto per la regione  Veneto e tale circostanza risultava da una serie di INDICAZIONI e RIFERIMENTI che erano del tutto ILLOGICI ed INCONGRUI ove riferiti al territorio siciliano.

In particolare si faceva riferimento alle immissioni atmosferiche derivanti dall’uso dei riscaldamenti domestici dovuti al CLIMA RIGIDO, si indicava quale soluzioni dell’inquinamento da traffico il potenziamento delle PISTE CICLABILI da realizzare sugli ARGINI DEI FIUMI CHE ATTRAVERSANO I CENTRI STORICI e, in alcuni casi si trovava addirittura il link della Regione Veneto (pag 14 verbale del 24.11.2011).

Appare quindi evidente che non possono ritenersi credibili i testi Barbaro e Tolomeo che hanno parlato di correzioni effettuate dalla segreteria e nel tempo di ventiminuti – mezz’ora; ma soprattutto appare evidente che gli errori del “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”, non potevano essere semplici “refusi”, giacchè non potrebbe logicamente giustificarsi la creazione ad hoc di una commissione composta da tre soggetti che ha lavorato per quattro mesi, per la correzione di un elaborato di appena 385 pagine, compresi gli allegati.


….lungi da essere meri refusi come dichiarato eufemisticamente  da testi interessati anche ad escludere ovvero attenuare proprie responsabilità  amministrative, erano vere e proprie COPIATURE.

Peraltro, nello stesso “decreto di correzione relativo al piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”  si legge di “comunità montane”, “argini di fiumi e vcanali”, “intero territorio pianeggiante della regione”, “bacino aerologico padano” eccc..

….il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria” conteneva effettivamente degli errori che per la loro evidenza e natura erano tali da rendere legittime le critiche…..

Per quanto riguarda la commisurazione della pena, rileva questo Giudice che NON si ravvisano motivi per la concessione  delle circostanze ATTENUANTI e ciò sia per motivi processuali che per motivi sostanziali.

…Infatti la vicenda presenta profili di indubbia gravità……….per formulare offese personali connotate da una fortissima violenza verbale, violenza di cui l’IMPUTATO non è sembrato neppure rendersi conto nel corso del suo esame dibattimentale.


DICHIARA Anzà Salvatore responsabile del REATO continuato a lui ascrittoi e lo CONDANNA ALLA PENA di UNO ANNO e MESI OTTO  di RECLUSIONE, oltre che al pagamento delle spese processuali………….


Sentenza  n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore EX DIRIGENTE ASSESSORATO TERRTORIO AMBIENTE DELLA REGIONE. L’accusa: diffamazione   in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria .

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Diffamazione – Condannato dirigente Regione Siciliana




PALERMO -  Con sentenza n° 5455/12 il dirigente regionale Salvatore Anzà è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per diffamazione per mezzo di atti pubblici del suo ufficio dell’Assessorato Territorio e Ambiente, unitamente al pagamento delle spese processuali. Dal giudice non sono state concesse le attenuanti generiche.

Tutto partì da una conferenza stampa del 21 nov. 2007 nel quale Legambiente denunciò che il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’Assessore al Territorio e Ambiente Rosanna Interlandi, era un copiato da un simile piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, che già era stato bocciato dalla Comunità Europea, nonché una mescolanza di capitoli, paragrafi, e contenuti. integralmente ripresi da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.

Legambiente, il suo presidente regionale Domenico Fontana ed i partecipanti a quella conferenza del 21 novembre 2007, mediante diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, divennero bersaglio di attacchi da parte dell’Anzà che a seguito delle note indirizzate agli ambientalisti  venne dagli stessi querelato.

La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione inflitta con sentenza di condanna è stata sospesa, poiché essendo il dr. Anzà incensurato è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.


Sentenza  n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in relazione alla denuncia di Legambiente per le  note inviate dall’Anzà a vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria .

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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 1

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 2

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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 18

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 19
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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 21

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 22

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 23

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 24

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 25







Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via Sciascia 13

  

Al Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario Crocetta
Piazza Indipendenza 21
Fax 091 7075302 90129 Palermo fax inviato 19.2.13 h. 17,58 rac rr 1424411893871
All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
Fax 091 7077963 90146 Palermo  fax inviato 19.2.13 h. 17,55 rac rr  90040130219004220 posta express

e  p.c. IV Commissione  Ambiente e Territorio

Assemblea Regionale Siciliana
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
Fax 0917054564 inviato 19.2.13 h. 17,51 racc rr 14241189396


Anticipata via Fax

OGGETTO: ATTO D’INVITO E DIFFIDA A PROVVEDERE CON ISTANZA IN AUTOTUTELA ALLA REVOCA ED AL RITIRO DAL SITO WEB   DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE  DEL " PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA QUALITA' DELL'ARIA AMBIENTE" 


Sig. Presidente,  Sig. Assessore, on.le Presidente IV commissione

poichè ad oggi risulta senza seguito la richiesta inoltrata con R.R.  il 21  e 22 gennaio 2013  alle SS.VV. da parte delle scriventi Associazioni e fin dal 24 dicembre 2012 da parte di Legambiente e della CGIL al fine del ritiro del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” (2007) in quanto copiato quasi 6 anni fa da quello omologo della Regione Veneto e da vari documenti già editi da altri Enti, le scriventi Associazioni, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Palermo (allegata alla presente) che ha condannato il dott. Salvatore Anzà del Dipartimento Ambiente alla pena di 1 anno e 8 mesi per la vicenda in questione, reiterano la richiesta e diffidano a volerle  dare immediato adempimento, non da ultimo quale segnale di concreta applicazione dei principi di legalità e trasparenza di cui il Governo dichiara di farsi interprete.       

n.b.  n. raccomandate inviate il 31 gennaio 2013 142411891787- 1424411892562  ricevute entrambe il 31 gennaio 2013


FIRMATARI DEL DOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente di AugustAmbiente, 
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni presidente di  Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,

Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni:  Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allega
  1. Sentenza di Condanna  emessa in data 18 ottobre 2012 nei confronti  del  Dottor Anzà Salvatore Autore del Piano









Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via Sciascia 13 Al Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario Crocetta
Piazza Indipendenza 21
Fax 091 7075302 90129 Palermo
All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
Fax 091 7077963 90146 Palermo 

Anticipata via Fax

Sig. Presidente e Sig. Assessore,
il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegato).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni, ecc.) da parte del dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su carta intestata     del Dipartimento Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione.
 E’ di queste giorni la notizia del Tribunale penale  di Palermo Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010  che  nell’udienza del 18 ottobre 2012, è stata emessa la sentenza n. 5455/2012,   di condanna   a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana.
L’operato del dr. Anzà  risulta  a nostro parere di una gravità estrema, in quanto dette  note sono state redatte su carta intestata dell'ARTA e firmate dall'Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 verso l'esterno in rappresentanza dello stesso ARTA.

FIRMATARI DEL DOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente di AugustAmbiente, 
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni presidente di  Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni:  Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allegano:
1.      Piano Siciliano e Fonti copiate
2.      Guida lettura Piano

 Raccomandata 142411891787 ricevuta 31 gennaio 2013 inviata da isola delle femmine 22 gennaio 2013
 Raccomandata  90040130122003650 inviata da Isola delle Femmine il 22 gennaio 2013 






                                                                     
Al Presidente della Regione
                                                                                                                          All’Assessore Regionale
                                                                                                                   del Territorio e dell’Ambiente


Sig. Presidente e Sig. Assessore,

il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegati).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni, ecc.) da parte del dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su carta intestata    
del Dipartimento Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione.

Palermo,

         Legambiente Sicilia                                                     CGIL Sicilia
          Domenico Fontana                                                     Antonio Riolo
                  


XVI Legislatura ARS
INTERROGAZIONE
(risposta scritta)

Al Signor Presidente della Regione


Iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute della popolazione dall’inquinamento atmosferico nella Regione Siciliana – Inadempienze circa la redazione del Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria ed aberrazioni in merito all’adozione da oltre 5 anni di un Piano copiato dall’omologo della Regione Veneto e da documenti editi da altre fonti


premesso che,
•   più di 5 anni fa, iI 21 novembre 2007, Legambiente Sicilia, denunciava in una conferenza stampa, che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni;

•  gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del Dipartimento Ambiente, dott. Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto (anno 2000), cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle Comunità montane, ecc.;

•  la vicenda suscitava, a causa dei suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante servizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può succedere”;

•  l’Assessore Interlandi nominava una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione;

•   a distanza di circa 4 mesi l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate;   
e considerato che

•  il c.d. Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed era stato per giunta già bocciato dalla Comunità Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria;

•         nessun provvedimento risulta essere stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano copiato;

•         detto Piano continua inspiegabilmente e poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione Siciliana  e ad essere inserito nel sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di intervenire al fine della sua revoca;

•   lo scorso mese di novembre si è appreso dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di risanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro;  

•  è di questi giorni la notizia che il Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti dell'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, il quale , nell'esercizio delle sue funzioni, aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti gravemente diffamatori e offensivi in danno di Legambiente e del suo Presidente Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del Piano;

per sapere quali iniziative ritenga di adottare, ed in che tempi, al fine di

porre immediatamente termine, dopo oltre 5 anni e mezzo, con la revoca del Piano copiato, a questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione;

fare emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno potuto impunemente godere a tutti i livelli nel corso di questi anni, anche come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi e di un sistema di connivenze tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione fare conoscere i motivi per i quali il Piano copiato ha continuato fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente senza che nessuno dei vertici politici e burocratici che si sono succeduti negli anni sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della ben nota copiatura e quindi della macroscopica non conformità, tanto è vero che nessuno degli stessi vertici e degli uffici lo ha messo in atto;

adottare un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria

 (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

PAGINA 24 DELLA SENTENZA 




















PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 1474 23 dic 2008 contratto Ing Vincenzo Sansone
formalizzato dirigente 2 VIA VAS 17 DIC 2008 A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008
PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 155 29 GENN 2009 contratto
Ing NATALE ZUCCARELLO NOMINA dirigente RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008













ITALCEMENTI 16.2. 2013 AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE illegittima ?


http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri2.pdf

  • DEPURAZIONE BONIFICA RISANAMENTO AMBIENTALE GOVERNO BERLUSCONI 19 FEBBRAIO 2010 ORDINANZA COMMISSARIALE EMERGENZA RIFIUTI




















http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri1.pdf


anza, ARNONE, CAVALLARO, ciampolillo, Cirincione, Fontana, GENCHI, interlandi, LEGAMBIENTE, MESSINA, PELLERITO, PIANO AEROLOGICO PADANO, Sansone, Sentenza 5455/2012, SMOG MAZZARA, TOLOMEO, Trizzino, zuccarello, 

sabato 9 marzo 2013

PIANO ARIA PULITA, FRA SCOPIAZZAMENTI E ODISSEEE PER LA CANCELLAZIONE


E LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE INSORGONO ANCORA 
PIANO ARIA PULITA, FRA SCOPIAZZAMENTI 
E ODISSEEE PER LA CANCELLAZIONE 
aria, etna
di Miriam Di Peri -
Copio, ergo sum. Parafrasando la celebre massima cartesiana, si potrebbe dire che in Sicilia alcuni funzionari regionali credano che basti copiare per potere esistere. Il caso in questione ha una storia lunga, portata alla luce dalle associazioni ambientaliste, che recentemente sono tornate ad insorgere contro l’amministrazione regionale per il mancato ritiro del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria.
Un piano, quest’ultimo, che da anni è protagonista di una bufera mediatica, a causa di una serie di assonanze più che sospette con altri piani regionali per la tutela della qualità dell’aria, ad esempio quello della Regione Veneto. E’ così che nel piano siciliano si fa riferimento, per citare alcuni dei tanti casi, al “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, alle piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, o all’esistenza delle Comunità montane. Insomma, tutte peculiarità tipiche del territorio siciliano, no?
Il piano, stilato nel 2007, nonostante le continue segnalazioni da parte di associazioni come il Wwf o Legambiente alle diverse amministrazioni regionali che nel frattempo si sono succedute, non è mai stato sostituito e campeggia ancora oggi sul sito dell’Arta, seppure questo dalla fine di gennaio 2013 non sia più aggiornato.
Insomma, le numerose denunce non hanno portato a niente e il Piano non solo è ancora online sul sito istituzionale, ma soprattutto – fatto ben più grave – un piano interamente copiato da altre fonti continua a non essere stato ritirato ufficialmente dall’amministrazione. C’è di più: la reazione alla pubblica denuncia delle associazioni da parte del dirigente responsabile, Salvatore Anzà, è stata corredata da una serie di epiteti come “banda di lestofanti, banda di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni” messi nero su bianco su carta intestata del Dipartimento Ambiente. Epiteti che sono costati al dirigente una condanna in sede penale perché “la vicenda presenta profili di indubbia gravità, ravvisabili nell’utilizzo da parte di un pubblico funzionario di ben tre atti amministrativi del suo ufficio, per formulare offese personali connotate da una fortissima violenza verbale, violenza di cui l’imputato non è sembrato neppure rendersi conto nel corso del suo esame dibattimentale”.
Ma si sa, morto – o dimesso – un papa, se ne fa un altro. Così, aspettata la fase di insediamento della nuova giunta regionale, alla fine dello scorso anno un cartello di associazioni composto da Legambiente Sicilia, Cgil Sicilia, AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e comitato cittadino Isola Pulita ha segnalato la vicenda alla nuova amministrazione, esortando l’assessore all’Ambiente Maria Lo Bello a porre fine a questa vicenda.
“A fronte di questa situazione a dir poco paradossale – si legge nella lettera firmata da Mimmo Fontana per Legambiente e Antonio Riolo per la Cgil Sicilia – che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione”.
Ma ancora nessuna risposta è giunta alla lettera, a distanza di quasi tre mesi. Così qualche settimana fa le associazioni AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e comitato cittadino Isola Pulita hanno inviato una diffida a provvedere con istanza in autotutela alla revoca e al ritiro dal sito web del piano.
E chissà che la nuova amministrazione regionale non decida finalmente di aprire un nuovo capitolo, è il caso di dirlo, che guardi davvero alla salute dell’aria che respirano i siciliani e non alle facili scorciatoie per chi deve redigere un documento di coordinamento regionale.
O forse basterebbe augurarsi che se mai si redigerà un nuovo Piano avvalendosi del “copia e incolla”, non si scopiazzi da un documento, come quello del Veneto, che già nel 2007 era stato bocciato dalla Comunità Europea. 














CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare"



ANZA, Ciampolillo, FRA SCOPIAZZAMENTI E ODISSEEE PER LA CANCELLAZIONE, GENCHI, PIANO ARIA PULITA, TOLOMEO,ZUCCARELLO,SANSONE,CROCETTA,TRIZZINO 




sabato 26 gennaio 2013

TRASFERITO ANZA' SAVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE "Rotazione per tutti gli assessorati, appalti limpidi"


"Rotazione per tutti gli assessorati, appalti limpidi"

Crocetta rivolta la Regione come un calzino

Finalmente il nostro urlo è stato raccolto "INTERVENIRE PESANTEMENTE SULL'OPERATO DEGLI UFFICI DELL'ASSESSORATO AMBIENTE"
“Vi pare possibile – spiega il governatore – che ci siano tremila pratiche per le autorizzazioni della Via-Vas inevase? Certamente il mio giudizio nei confronti di chi, da anni gestisce quegli uffici, non può essere positivo”.
CARO GOVERNATORE CROCETTA la domanda che LEI pone "Vi pare possibile?" purtroppo i Cittadini Siciliani lo hanno subito sulla propria pelle in termini di sicurezza, di rischi sulla propria salute in generale della qualità della vita nonchè della protezione delle nostre  bellezze naturali.
I dirigenti oggetto del provvedimento di trasferimento sono proprio quei dirigenti,  per esempio il dottor Salvatore Anzà, che hanno curato nel biennio 2007 2008 la questione della concessione del micidiale combustibile del pet-coke da parte della Italcementi di Isola delle Femmine. 
Sono quei stessi dirigenti che hanno concesso l'Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi, tanto discussa dalle Associazioni Ambientaliste sino ai vari ricorsi al TAR.

Sono quei stessi dirigenti, che sono rimasti sordi di fronte alle richieste dei Cittadini di Isola delle Femmine che sollecitavano il servizio 2 diretto dal Dr. Zuccarello ad intervenire presso la Italcementi perché sprovvista della regolare Autorizzazione Integrata Ambientale imposta oltre che dalle leggi nazionali anche da parte della Comunità Europea.

Non ha avuto alcun seguito la Raccomandata RR n. 14344889362 del 21 marzo 2011, indirizzata al secondo servizio VIA/VAS diretto dal dr. Zuccarello: Un atto di invito e diffida provvedere con istanza in autotutela sul  decreto 693 del 18 luglio 2008 comparso sulla Gazzetta Ufficiale il 29.8.08,
per il mancato adeguaento alle prescrizioni entro 24 mesi da parte della ITALCEMENTI.
Pino Ciampolillo Comitato Cittadino Isola Pulita

Venerdì 25 Gennaio 2013 - 09:55

 



 


 

 

Conferenza-show del presidente della Regione: "Abbiamo trasferito 7 dirigenti e un'ottantina di dipendenti dell'assessorato Territorio e ambiente: c'erano tremila pratiche inevase. Presenterò un esposto alla Procura sugli appalti concessi a una società in odor di mafia. Il governo non effettuerà nomine fino alle elezioni".


conferenza stampa, crocetta, Politica
                                               Il presidente della Regione, Rosario Crocetta
“Io non ci sto”. Nel titolo del suo libro, in uscita il prossimo 22 aprile, c'è il nucleo della sua rivoluzione. L'innesco. Rosario Crocetta ha iniziato a mettere le mani nell'amministrazione regionale.
A danzare tra i fili ad alta tensione degli assessorati. E dei primi atti (che finalmente hanno travalicato gli annunci) il governatore ha dato conto alla stampa in una conferenza nella quale trovi tutto il suo modo d'agire, di fare, di comunicare. Compresa quella punta di “istrionismo”, quella voglia di stupire, che ha contraddistinto l'ingresso a gamba tesa del nuovo e più autorevole inquilino di Palazzo d'Orleans. "Sarà una conferenza stampa incandescente – dice appena arrivato – vi ho preparato delle 'bombette'”.

Così, oggi, Crocetta ha passato in rassegna quella che è, né più né meno, un'opera di demolizione. Che non risparmia nulla. Nemmeno quelle che sembravano certezze. “Rotazione dei dipendenti”, la chiama Crocetta. Mentre i sindacati parlano di “liste di proscrizione”. “Mica vanno all'inferno – dice in conferenza stampa – vanno solo al purgatorio. Li abbiamo spostati – aggiunge sardonicamente – perché sono i più bravi e i più ubbidienti. È un premio”. La rotazione, questa volta, dopo i maxi spostamenti dell'assessorato alla Formazione, riguarda l'assessorato al Territorio e ambiente. “Vi pare possibile – spiega il governatore – che ci siano tremila pratiche per le autorizzazioni della Via-Vas inevase? Certamente il mio giudizio nei confronti di chi, da anni gestisce quegli uffici, non può essere positivo”. Così, valigie per sette dirigenti e un'ottantina di funzionari. Saranno trasferiti ad altro assessorato. "La rotazione – dice Crocetta - è prevista anche dalla legge sulla Trasparenza. E in questa Regione non si è mai operato in questo senso. Certe situazioni sono cristallizzate da tempo”. I dirigenti coinvolti nel trasferimento sono Maniscalco, Zuccarello, Pendino, Scalia, Di Lorenzo, Anzà, Lucia. Restano al loro posto Colaianni, Sanzone, Chinnici, Di Mattino.

"Abbiamo chiesto agli assessorati – racconta il presidente - l'elenco delle pratiche inevase, e l'ordine temporale col quale sono state esaminate. Speriamo con i nuovi innesti di ricevere maggiore collaborazione. I sindacati? Da anni denunciano le inefficienze e l'immobilismo della Regione. Dovrebbero farci un applauso. Il vecchio è finito. Le rotazioni – insiste poi Crocetta - non si fermeranno qui. Non si può restare per 25 anni nello stesso ufficio. La campana suonerà per tutti". E si sussurra che il prossimo assessorato coinvolto possa essere quello del Turismo e spettacolo, dove “è stata finanziata – prosegue il governatore – una mostra con tre milioni di euro. Nemmeno avessero portato la Gioconda...”.

Poi, ecco l'altro provvedimento: da lunedì fino alla elezioni politiche, l'amministrazione regionale non potrà effettuare nomine di alcun tipo. “Pur non essendoci alcun divieto, - spiega Crocetta - per una questione di opportunità e trasparenza abbiamo deciso così. Non vogliamo ripercorrere le orme dei nostri predecessori. Opereremo solo in caso di urgenza. E il limite non riguarda i dirigenti generali, che scadono il 10 febbraio. Abbiamo iniziato ieri con gli Iacp. Abbiamo dato i poteri al direttore delle Infrastrutture, nominato ad acta per agire solo su atti straordinari".

E ancora, ecco il capitolo “appalti”. E in particolare, quelli riguardanti il Consorzio autostrade siciliane, già in passato indicato da Crocetta come luogo di sprechi e privilegi insostenibili. “La ditta Ventura spa di Furnari, - dice Crocetta - da tempo è oggetto di una informativa antimafia atipica. Non ha misure restrittive, ma da anni lavora col Cas anche per somme urgenze, da oltre un milione. Questa impresa è competente in tutto. Dalle strade alle manutenzioni. Si sono aggiudicati anche la sorveglianza delle autostrade, anche se non ho mai visto una loro pattuglia. Per questi lavori hanno incassato tre milioni di euro. Il 15 gennaio 2013 però – aggiunge Crocetta - s'è scoperto che lavorava con l'expo di Milano. Lì il prefetto ha trasformato l'informativa da atipica a interdittiva. Oggi in presenza di questa informativa il Cas non ha interrotto alcun rapporto. Ma non solo. Ha assegnato a loro un altro appalto da nove milioni per diciotto mesi di sorveglianza. Per questi motivi – ha aggiunto il presidente - presenterò un esposto alla Procura e scriverò al Cas per revocare la gara. Il direttore generale del Cas è anche direttore del progetto, e responsabile unico del procedimento. Noi affidiamo questi servizi alle imprese mafiose, mentre potremmo far svolgere questi lavori alla Forestale. Sempre al Cas, poi, non dimentichiamolo, c'e' anche lo strano caso della Tecnital, che si è vista estendere il contratto, in maniera del tutto illecita. Quello vuol dire che è cambiato l''oggetto del contratto'. Non si agisce così”.

Insomma, eccole le “bombette”. Che certamente scontenteranno qualcuno. “Devo preoccuparmi? - conclude Crocetta - Non credo. Il fatto di rendere note alla stampa e all'opinione pubblica le iniziative del mio governo, rappresenta la mia assicurazione sulla vita. Se dovesse succedere qualcosa al Presidente, insomma, già sapete con chi prendervela
”.



LA CONFERENZA STAMPA MINUTO PER MINUTO
  
12.32. La conferenza stampa è terminata.

12.20. "Al Turismo un'azienda ha avuto tre milioni per una mostra. Nemmeno se avessero portato la Gioconda..."

12.18. "Abbiamo chiesto agli assessorati l'elenco delle pratiche inevase, e l'ordine temporale col quale sono state esaminate. Speriamo con i nuovi innesti di ricevere maggiore collaborazione. I sindacati? Da anni denunciano le inefficienze e l'immobilismo della Regione. Dovrebbero farci un applauso. Il vecchio è finito".

12.14. "Formerò un ufficio che opererà un monitoraggio sulle gare e i progetti. Sarà formato da dirigenti e funzionari di tutti gli assessorati. Quando serviranno i pareri degli assessorati, la richiesta verrà inviata nello stesso momento a tutti gli assessorati competenti. Se questi non rispondono entro un mese, deciderà la task force".

12.12. "All'Energia abbiamo revocato tre appalti per informative antimafia atipiche".

12.10. "La rotazione è prevista anche dalla legge sulla Trasparenza. E in questa regione non si è mai fatto. Le situazioni sono cristallizzate da tempo. Poi, se ci sono tremila richieste di autorizzazioni Via Vas, certamente il giudizio sulla produttività non è positivo".

12.06. I dirigenti coinvolti nel trasferimento sono Maniscalco, Zuccarello, Pendino, Scalia, Di Lorenzo, Anzà, Lucia. Restano Colaianni, Sanzone, Chinnici, Di Mattino".

12. "Le rotazioni non si fermeranno qui. Non si può restare per 25 anni nello stesso ufficio. La campana suonerà per tutti".

11.57. "La rivoluzione continua: stamattina saranno ruotati dall'assessorato all'Ambiente alla Funzione pubblica, sette dirigenti su undici e circa ottanta dipendenti. I dirigenti che restano copriranno gli altri posti ad interim. L'assessorato ha una sfilza di pratiche di ViaVas che hanno paralizzato la Sicilia".

11.52. "Per questi motivi presenterò un esposto alla Procura e scriverò al Cas per revocare la gara. Il direttore generale del Cas è anche direttore del progetto, e responsabile unico del procedimento. Noi affidiamo questi servizi alle imprese mafiose, mentre potremmo far svolgere questi lavori alla Forestale. Il Cas ha 400 dipendenti! Al Cas, poi, c'e' anche lo strano caso della Tecnital, che si è vista estendere il contratto. Si tratta di un illecito. Quello vuol dire che è cambiato l''oggetto del contratto".

11.45. "La ditta Ventura spa di Furnari, da tempo ha una informativa antimafia atipica. Non ha misure restrittive, ma da anni lavora col Cas. Anche per somme urgenze, da oltre un milione. Questa impresa è competente in tutto. Dalle strade alle manutenzioni. Si sono aggiudicati anche la sorveglianza delle autostrade. Anche se non ho mai visto una loro pattuglia. Per questi lavori hanno incassato tre milioni di euro. Il 15 gennaio 2013 s'è scoperto che lavorava con l'expo di Milano. Lì il prefetto ha trasformato l'informativa da atipica a interdittiva. Oggi in presenza di questa informativa il Cas non ha interrotto alcun rapporto. Ma non solo. Hanno assegnato a loro un altro appalto da nove milioni per diciotto mesi di sorveglianza".

11.39. "Pur non essendoci alcun divieto, per una questione di opportunità e trasparenza abbiamo deciso così. Opereremo solo in caso di urgenza. E il limite non riguarda i dirigenti generali, che scadono il 10 febbraio. Abbiamo iniziato ieri con gli Iacp. Abbiamo dato i poteri al direttore delle infrastrutture ad acta e agirà solo su atti straordinari".

11.36. "Abbiamo fatto una direttiva: da lunedì non si potrà fare alcuna nomina fino alla fine della campagna elettorale. Non vogliamo ripercorrere le orme dei predecessori".

11.33. "Rafforzeremo l'assessorato ambiente inviando ingegneri, agronomi e architetti per le pratiche inerenti le autorizzazioni ambientali".

11.31. "La giunta ha dato mandato all'ufficio.legislativo e legale e alla Ragioneria di verificare la copertura finanziaria il ddl che estende il riconoscimento di vittima di mafia agli anni anteriori al '61. Cioè dall'entrata in vigore dello Statuto siciliano. Ci sembra un atto di giustizia. Ci costituiremo parte civile nel processo contro Madonia. Nominato il direttore delle Attività produttive: è Alessandro Ferrara, della soprintendenza di Ragusa"

11.27. Il presidente Crocetta è appena arrivato: "Sarà una conferenza stampa incandescente"

10.53. Filtrano le prime indiscrezioni sulla conferenza stampa convocata urgentemente dal presidente Crocetta che deve ancora cominciare. Il governatore darà notizia di alcuni provvedimenti della giunta di ieri sera. Tra questi, lo stanziamento di un miliardo di euro provenienti dal Cipe per le reti fognarie siciliane. Ieri anche nottata di nuove nomine che riguardano il nuovo dirigente generale alle Attività produttive e il commissario del Crias. Tra poco, i dettagli.
Sintetico comunicato della presidenza: "Questa mattina, alle 10:30, presso la sala Alessi di Palazzo D'Orleans, conferenza stampa del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta per comunicazioni urgenti". Livesicilia la seguirà in diretta.
        
Ultima modifica: 25 Gennaio ore 15:22  
http://livesicilia.it/2013/01/25/la-rivoluzione-di-crocetta-tra-appalti-e-assessorati_250622/



Crocetta contro dirigente del Cas:
“Affidati lavori a una ditta mafiosa”

La conferenza stampa del presidente della Regione, Rosario Crocetta convocata indicando le “comunicazioni urgenti alla stampa” è di fatto l’elencazione dei provvedimenti adottati dalla giunta regionale siciliana. Ma è più in là nelle sue comunicazioni che Crocetta lancia la sua vera “bomba”: “C’è una ditta, la Ventura spa di Furnari, paese che è attaccato a Barcellona Pozzo di Gotto. Questa ditta ha sempre avuto una informativa antimafia atipica e ha regolarmente lavorato con il Cas in questi anni - attacca duro Crocetta – Come si fa ad assegnare appalti – anche di tre milioni di euro – ad una società che ha una informativa così anomala? Sappiate che sono stati aggiudicati lavori per milioni di euro in questi anni, compresa la sorveglianza delle autostrade che normalmente fa la polizia stradale. In ausilio il Cas l’ha affidata a questa società. Ma se qualcuno di voi avesse mai visto alcune di queste macchine, mi avverta che cambio idea sulla validità del servizio”.
Il presidente della Regione svela un altro retroscena: “Il 15 gennaio scorso, il prefetto di Milano, verificando che la Ventura spa lavora con l’Expo di Milano, ha verificato i dati della società e trasformato l’informativa atipica in una vera e propria interdittiva antimafia. Mentre nel caso di una informativa atipica si concede la discrezionalità alle pubbliche amministrazioni di decidere, con l’interdittiva la rescissione dei contratti è immediata. Il Cas in questo senso è sempre stato molto generoso. Oggi però in presenza di un’informativa interdittiva è assurdo che il consorzio delle autostrade siciliana non abbia immediatamente rescisso i contratti con questa società. Ma cosa peggiore il Cas ha recentemente aggiudicato un appalto per 9 milioni di euro ancora una volta per la sorveglianza. Scriverò oggi stesso al Cas per chiedere di revocare immediatamente i contratti con la Ventura spa.Ovviamente queste comunicazioni le riporterò anche alla Dia di Palermo”.
Un attacco che Crocetta rivolge direttamente a un dirigente del Consorzio autostradale siciliano – pur non facendone il nome che sostiene di “non ricordare” – che assomma in sè diverse funzioni, compreso la progettazione  - dice Crocetta – e l’ufficio di responsabile dei lavori. “La Regione lavora con imprese mafiose. E’ assurdo. Il mio stile è questo: la denuncia pubblica anche per una speciale assicurazione sulla vita del presidente che si sappia a cosa sta lavorando e quindi i provvedimenti e le denunce all’autorità giudiziaria”.
L’altra questione riguarda ancora la rotazione: dopo la Formazione è la volta dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente: “Dall’Ambiente alla Funzione pubblica saranno trasferiti circa 90 dipendenti, sette su undici dirigenti e il 30% circa del personale dipendente. I provvedimenti sono in corso” dice Crocetta lasciando la parola all’assessore Mariella Lo Bello, responsabile della delega: “Da circa un mese stiamo verificando l’organizzazione dell’assessorato e abbiamo verificato i ritardi anomali e ingiustificabili nelle procedure di rilascio dei Vas e delle Via”.
Prima Crocetta aveva annunciato gli altri provvedimenti della giunta regionale che “ha dato mandato all’ufficio legislativo e alla Ragioneria generale della Regione di estendere i benefici delle tutele ai familiari delle vittime della mafia. C’è un grave vulnus nella legge perché le vittime storiche non sono inserite nella legge 20. Noi riteniamo che debbano essere considerati vittime di mafia sin dall’approvazione dello Statuto siciliano”. Quindi è stato comunicato che la Regione si costituirà parte civile presso il tribunale di Caltanissetta nel procedimento sulle stragi di mafia contro Madonia e altri e la nomina del nuovo direttore delle Attività produttive che sarà Alessandra Ferrara, già dirigente della Sovrintendenza di Ragusa.
“Abbiamo ribadito gli effetti della legge regionale – ha detto poi il presidente Crocetta – che impedisce di prendere impegni in bilancio senza copertura finanziaria. Prassi fino ad oggi disattesa che ha contribuito a produrre il deficit della Regione siciliana. Chi, fra i dirigenti dovesse prodursi in tal senso, sarebbe demansionato per almeno tre anni”. 
Quindi un’altra comunicazione. Di carattere “elettorale”: “Da lunedì prossimo fino allo svolgimento della campagna elettorale non si potranno fare nomine di nessun genere. Non vorremmo ripercorrere il cammino dei nostri predecessori. Non vogliamo cioè favorire il voto di scambio”. Ma un’eccezione c’è: riguarda le nomine dei direttori generali dei Dipartimenti della Regione che vanno in scadenza il prossimo 10 febbraio. “Si tratta di garantire la regolare amministrazione della macchina amministrativa”. Una prima applicazione delle restrizioni decise dalla giunta, è stata attuata nella nomina di commissari ad acta negli istituti autonomi case popolari dove i commissari straordinari erano in scadenza. “Avranno un mandato specifico – dice Crocetta – e solo dopo la campagna elettorale, saranno definite queste nomine”.

http://palermo.blogsicilia.it/crocetta-contro-il-direttore-del-cas-affidati-lavori-a-una-ditta-mafiosa/162773/



PIANO ARIA





































RIFIUTI:






























DENUNCIA



ITALCEMENTI 











PIANO ARIA






TRASFERITO ANZA' SAVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE "Rotazione per tutti gli assessorati, appalti limpidi"

Zuccarello,Anzà,ciampolillo, Cirincione, Cirone Di Marco, Fontana, ITALCEMENTI, MESSINA, Nicola Giudice, Pantano, PELLERITO, Piano Regione Sicilia QUALITA' dell'aria, Trizzino,Pendino,Scalia
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